Gian Salvatore Ventroni

IL LUOGO DA CONOSCERE?

Sin da piccolo mi recavo con mia madre a Ludduì, un piccolo borgo di Budoni che si trova in collina da cui proviene mia madre, e dalla punta di Ultìa passavamo molto tempo ad ammirare il panorama, che da una parte arriva fino a Capo Comino, mentre dall’altra parte, nelle giornate più terse, può arrivare fino alla Corsica.


IL TUO PIATTO DA ASSAGGIARE?

Sicuramente la zuppa gallurese, a pari merito con la seada. Adoro i primi piatti e i dolci allo stesso modo e quindi è difficile fare una scelta tra questi due. Questi piatti sono ottimi se preparati in casa, oppure anche negli ottimi agriturismi e ristoranti della zona.


L’OGGETTO MADE IN SARDINIA CHE VORRESTI AVERE?

Sa berritta sarda, in quanto ho una grandissima passione per i cappelli.


IL TUO POSTO SPECIALE?

Le campagne intorno a San Gavino, piccolo borgo di origine di mio babbo. Un luogo magico, dove oltre agli orti e al bestiame, si respira un’aria magica, intrisa di poesia, da cui il mio adorato padrino Andrea traeva ispirazione per i suoi versi in rima.


LA TUA FORMAZIONE?

Dopo la Maturità scientifica e la Laurea in Economia e Commercio, ho voluto approfondire con vari corsi la mia conoscenza delle lingue straniere e recentemente ho pure conseguito, in ambito turistico, una qualifica professionale come tecnico della progettazione, definizione e promozione di piani di sviluppo turistico e promozione del territorio.


L’ESPERIENZA DI BUDONI WELCOME?

Un progetto ambizioso e unico nel suo genere e che non c’è mai stato qua a Budoni. Io l’ho vissuto in quasi tutte le sue fasi e non posso che apprezzarne l’idea  e desiderarne la continuità nel corso del tempo.


COSA TI PIACEREBBE FARE PER BUDONI?

Vorrei che Budoni fosse nota in tutto il mondo, per un turismo che durasse 365 giorni l’anno, in tutte le sue molteplici sfaccettature, e a tal uopo mi piacerebbe essere partecipe della realizzazione di questo sogno. Chi vivrà, vedrà...


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